Cura e attenzione in ospedale: l’artista Mario Bracigliano racconta chi siamo

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I disegni ritrovati dell’artista per omaggiare chi si prese cura di lui

 

Ci sono storie che non hanno bisogno di essere spiegate: basta ascoltarle, o a volte semplicemente guardarle, per capire cosa significano davvero parole come cura, attenzione, presenza. Questa è una di quelle storie.

È iniziata con una telefonata: dall’altra parte c’era Laura Moruzzi, regista teatrale e moglie del pittore Mario Bracigliano.

Ci ha parlato di disegni, di qualcosa che voleva consegnare di persona. L’incontro è avvenuto nel suo studio, in una corte milanese affacciata sui Navigli: un luogo sospeso, silenzioso e pieno di memoria. Tra le sue mani, alcune tovagliette di carta: non oggetti qualunque, ma superfici trasformate in qualcosa di più.

Chi era Mario Bracigliano?

Mario Bracigliano, nato a La Spezia nel 1934, è stato un artista che ha attraversato decenni di pittura italiana, lasciando tracce profonde nel suo percorso. Il critico Roberto Sanesi parlava della sua capacità di trasformare la visione in un atto intellettuale.

Le sue opere hanno abitato spazi importanti, come gli affreschi del battistero della chiesa di San Cipriano a Milano. Eppure, tra i lavori più intimi e significativi, ce n’è uno nato lontano dalle tele e dalle commissioni ufficiali.

I volti sulle tovagliette

Nel 2009, durante un periodo di riabilitazione all’Ospedale San Giuseppe di Milano, Mario incontrava ogni giorno, a pranzo e a cena, i collaboratori Sodexo. Un artista osserva, sempre. È un gesto che non si interrompe mai. E così, giorno dopo giorno, ha iniziato a fermarsi sui dettagli: un volto, un’espressione, un gesto. Ha preso le tovagliette dei suoi pasti e ha iniziato a disegnare.

Volto dopo volto, ha ritratto le persone che si prendevano cura di lui. Con la stessa mano che aveva lavorato su grandi superfici, con la stessa attenzione che aveva definito il suo stile nel tempo. Senza clamore, senza intenzione di mostrare. Solo per restituire qualcosa.

Nel 2023 Mario ci ha lasciati, quei disegni, però, sono rimasti e sono arrivati a noi come il suo ultimo, elegante e silenzioso “grazie”.

Quando la cura diventa esperienza

Nel cuore di ogni struttura sanitaria, tra corsie illuminate e ritmi serrati, ogni dettaglio conta. In Sodexo lavoriamo da anni in questo spazio delicato, consapevoli che un pasto, un sorriso, un gesto corretto al momento giusto possono trasformare un'esperienza difficile in qualcosa di profondamente umano. 

L'attenzione alla persona è il principio attorno al quale ogni operatore è formato e ogni processo è costruito, con cura e dedizione. E forse è proprio questo che raccontano quei disegni. Non un servizio, ma un’esperienza vissuta, non un ruolo, ma una persona che si prende cura di un’altra persona.

Oggi le tovagliette di Mario Bracigliano sono custodite in azienda, per ricordarci come possiamo davvero fare la differenza.

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