Ristorazione
Sodexo, ADSU e UnivAq insieme per la Green Food Week


Costruire un servizio di ristorazione sostenibile e di qualità significa anche creare relazioni solide con il territorio. In Sodexo Italia, questo approccio prende forma grazie a figure capaci di connettere esigenze, persone e filiere locali.
Come Davide Germiniasi, Business Partner della Direzione Acquisti che racconta un ruolo dinamico e trasversale, che ha l’obiettivo di ricercare localismi e valorizzare il legame con le realtà produttive del territorio italiano.
Il mio ruolo non è facilmente inquadrabile e forse è proprio questo l'aspetto che lo rende interessante. Sono un Business Partner della Direzione Acquisti, un punto di raccordo tra le richieste che arrivano dalle nostre aree di business (scuole, sanità, aziende), e i buyer dell'ufficio acquisti.
Si potrebbe dire che sono un buyer specializzato, ingaggiato dalla funzione vendite per cercare i cosiddetti localismi, ovvero produttori o trasformatori di materie prime che operano entro un determinato raggio dal luogo in cui si svolge una gara.
Innanzitutto, non ho una categoria di specializzazione: la mia ricerca tocca tutti i settori merceologici: frutta, verdura, cereali, legumi, carni, formaggi. Diciamo l’ambito food a tutto tondo.
Con i colleghi buyer collaboro attivamente per mettere a frutto le reciproche conoscenze: da un lato cerco di costruire connessioni sul territorio affinché queste relazioni diventino risorse concrete, dall’altro mi affido alle referenze già consolidate dal team quando rispondono ai requisiti di gara.
L'obiettivo è disegnare un'offerta personalizzata per ogni cliente lavorando in squadra. La strategia resta in capo alla funzione vendite, mentre la fase di contatto diretto con i fornitori e la raccolta delle informazioni è in capo a me e ai buyer, che mi supportano costantemente.
Il primo passo è sempre la fase di scouting e selezione: verificare l'affidabilità del partner e la sua affinità con i valori di Sodexo, in particolare sostenibilità e conformità.
C'è anche una dimensione di supporto che mi sta molto a cuore e che vorrei sviluppare sempre di più, al di là delle richieste dei capitolati: dare indicazioni, portare ai team notizie sulle innovazioni dei fornitori e suggerire nuovi elementi da valorizzare nelle offerte. È un approccio che voglio rendere sempre più strutturato nel tempo.
Quest'anno mi è stato chiesto di intervenire come relatore ad Acquafarm, una delle fiere di acquacoltura più importanti a livello europeo che si è tenuta a Pordenone.
L'invito è arrivato tramite Eurofish Market, realtà con cui collaboriamo e che promuove la creazione di reti di connessione nel settore ittico.
Per l’occasione ho presentato Sodexo, parlando della nostra presenza globale e in Italia e del ruolo del settore ittico nella nostra realtà. Come operatore della ristorazione, consumiamo circa 1.000 tonnellate all'anno tra prodotto fresco e surgelato, con un impatto importante su questo mercato.
È stata un’opportunità per raccontare la nostra logica di acquisto, legata a qualità, sostenibilità e attenzione ai localismi, ma anche per creare nuove relazioni e far conoscere Sodexo come partner affidabile.
Quando mi è possibile sì. È il caso, ad esempio, della collaborazione avviata con il Bio Distretto dell’Appennino Bolognese per il Comune di Marzabotto (Bo).
Abbiamo sviluppato un progetto bellissimo, e lo dico con convinzione. Stiamo lavorando in sinergia con il team che gestisce la refezione scolastica per portare ogni mese, attraverso appuntamenti speciali, i prodotti del territorio direttamente nelle scuole.
Sono momenti che vanno oltre il menu: raccontano una storia, valorizzano le produzioni locali e aiutano i più piccoli a conoscere le ricchezze del territorio in cui vivono.
Una risposta straordinaria, da tutti.
I produttori sono entusiasti di partecipare, si sentono coinvolti in modo autentico. Anche il team interno si mobilita con un’energia diversa: quando le persone sentono che il loro lavoro viene riconosciuto e valorizzato, restituiscono il massimo.
Per me questo progetto ha un doppio valore: da un lato consolida le relazioni con i produttori e rafforza la fiducia del cliente; dall’altro valorizza il lavoro fatto a monte.
I bambini conoscono i produttori, vedono come lavorano, capiscono che il prodotto che mangiano ha una storia, un’attenzione, una cura.