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Buoni pasto per partite IVA e lavoratori autonomi: come funzionano

13/02/2024

Nel panorama lavorativo attuale, caratterizzato da una crescente flessibilità e varietà di forme contrattuali, i buoni pasto emergono come uno strumento di welfare aziendale non più esclusivo dei dipendenti di grandi aziende, ma estremamente rilevante anche per i titolari di partita IVA, lavoratori autonomi e ditte individuali. Continua a leggere per esplorare in profondità il mondo dei buoni pasto applicato alle partite IVA, svelando i benefici fiscali e pratici che questi possono apportare ai professionisti indipendenti.

I buoni pasto per le partite IVA rappresentano un sostegno significativo. Leggi l’articolo per scoprire quali sono i benefici fiscali (e non solo) di cui possono beneficiare. 

I buoni pasto sono uno strumento flessibile e molto vantaggioso, con un’ampia rete di spendibilità. Per esempio, i Buoni Pasto Pluxee sono utilizzabili in oltre 100.000 tra bar, ristoranti e supermercati in tutta Italia. 

Inoltre, sono previsti dalla normativa importanti sgravi fiscali, non sono solo per le aziende: anche i titolari di partite IVA in regime ordinario, i lavoratori autonomi e le ditte individuali, con e senza dipendenti, possono dedurre i costi sostenuti per l’acquisto dei buoni pasto.

Per chi possiede una partita IVA, dunque, l'adozione dei buoni pasto segna un significativo cambiamento, migliorando la gestione delle spese di attività e abbassando l'imponibile fiscale.

Nella nuova Guida ai buoni pasto Pluxee, affrontiamo nel dettaglio tutto ciò che riguarda il mondo dei buoni pasto, approfondendo il tema delle Partite IVA. 

 

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Distinzione tra regime ordinario e regime forfettario

È fondamentale per i liberi professionisti con Partita IVA che intendono usufruire degli incentivi fiscali legati ai buoni pasto essere inquadrati nel regime ordinario. 

Per i titolari di partita IVA nel regime forfettario, invece, le norme fiscali sui buoni pasto non si applicano. In questo caso, poiché il reddito è calcolato forfettariamente, le spese per i buoni pasto non sono deducibili individualmente perché già incluse nel coefficiente di redditività.

Vantaggi fiscali per partita IVA in regime ordinario

Per le partite IVA aderenti al regime ordinario, ditte individuali e liberi professionisti, l'adozione dei buoni pasto si rivela particolarmente vantaggiosa. Lo strumento introduce una serie di vantaggi economici e tributari, facilitando una riduzione significativa dei costi per l'azienda e rendendo le procedure più agili e semplici.

E’ possibile erogare un buono pasto per giorno lavorativo durante il mese. Per quanto riguarda il valore dei buoni pasto, è importante fare la distinzione tra cartacei ed elettronici. Se il costo dei primi è deducibile fino a un massimo di 4€ al giorno, il costo dei buoni pasto elettronici è invece deducibile fino a 8 euro al giorno, grazie alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020.

Dal punto di vista della normativa, i buoni pasto sono classificati come flexible benefit e, di conseguenza, godono di un regime fiscale favorevole riservato a questo tipo di vantaggi.

Entriamo nello specifico delle partite IVA inquadrate nel regime ordinario.

Deducibilità e detraibilità per partite IVA con dipendenti

I titolari di partita IVA in regime ordinario che decidono di erogare buoni pasto a tutti i loro dipendenti o a specifiche categorie di essi possono dedurre integralmente il costo dei buoni pasto

L’IVA, con aliquota agevolata al 10%, è interamente detraibile.

Inoltre, non è dovuta alcuna ritenuta contributiva e previdenziale sul valore dei buoni pasto, poiché questi non concorrono a formare reddito imponibile.

Buoni pasto per partite IVA senza dipendenti: il trattamento fiscale

I titolari di partita IVA senza dipendenti, invece, possono dedurre il 75% del costo per l’acquisto dei buoni pasto, fino a un importo che non deve superare il 2% del fatturato annuo.

Anche in questo caso, lIVA agevolata al 10% è detraibile interamente.

Buoni pasto per partite IVA: tutti i benefici 

I buoni pasto, in definitiva, rappresentano un'opportunità significativa per i titolari di partita IVA, essendo uno strumento di welfare aziendale personalizzato che va incontro alle esigenze quotidiane dei professionisti autonomi. Essi non solo semplificano la gestione fiscale attraverso la deducibilità parziale delle spese, ma offrono anche una soluzione pratica per l'acquisto di pasti o generi alimentari. 

L'uso dei buoni pasto, infatti, elimina l'onere di conservare scontrini e fatture per ogni transazione, poiché le spese vengono consolidate in un'unica fattura mensile. Questa efficienza amministrativa si traduce in un risparmio di tempo e riduce il carico di lavoro legato alla contabilità, permettendo ai professionisti di concentrarsi sulle attività core del loro business. 

Inoltre, l'accessibilità estesa a una vasta rete di esercenti consente ai titolari di partita IVA di godere di una maggiore libertà nella scelta dei pasti. Con una rete di oltre 100.000 esercenti convenzionati in tutta Italia, che include bar, ristoranti, supermercati ed e-commerce, i Buoni Pasto Pluxee offrono una libertà di scelta senza precedenti. 

In più, i Buoni Pasto Pluxee sono disponibili in versione cartacea ed elettronica. Quest’ultima, in particolare, rappresenta una soluzione moderna e versatile in questo contesto. 

Vuoi saperne di più? Contattaci: ti suggeriremo le soluzioni più adatte alla tua attività.

 

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