Inclusione rifugiati: 69 mila inserimenti lavorativi con "Welcome" dal 2017

  • Jun. 18, 2026

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Nel 2025, grazie al programma di UNHCR Italia “Welcome. Working for Refugee Integration”, in Italia sono stati avviati oltre 18 mila e 600 percorsi professionali per persone rifugiate, portando a 69 mila il totale degli inserimenti dal lancio dell’iniziativa nel 2017. Premiate oggi a Roma le 230 aziende che quest’anno si sono distinte per il loro impegno nell’inclusione lavorativa.

Roma, 18 giugno 2026 – Oltre 1300 loghi riconosciuti alle aziende premiate per aver promosso l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate e 69 mila percorsi professionali attivati in otto edizioni, dal 2017 a oggi: è un bilancio decisamente positivo quello di “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma di UNHCR Italia che promuove l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro italiano. Una crescita continua, anno dopo anno, grazie alla collaborazione sinergica tra istituzioni, imprese e società civile, e che nel tempo ha saputo trasformare l’inclusione lavorativa da principio dichiarato a pratica concreta, strutturata e sempre più diffusa.

A confermare questo trend sono i dati del rapporto finale dell’ottava edizione. Nel 2025 sono stati attivati 18 mila e 600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate sono 230, tre in più rispetto al 2024. Dall’avvio del programma, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 del 2017 a 258 nel 2025. Risultati che non rappresentano soltanto indicatori di crescita, ma segnali chiari di un cambiamento strutturale nell’attenzione delle imprese all’inclusione lavorativa dei rifugiati, costruito nel tempo attraverso un impegno condiviso e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.

Guardiamo ai risultati raggiunti dal Programma Welcome con grande orgoglio e senso di responsabilità – dichiara Anna Leer, Rappresentante ad interim dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino. Il percorso compiuto in questi anni dimostra, anzitutto, il talento, le competenze e la determinazione delle persone rifugiate, ma anche la lungimiranza delle aziende che ne riconoscono il valore non solo nell’ambito delle strategie ESG, ma come investimento concreto in capitale umano, innovazione e crescita. Determinante è stato il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a quello dei partner istituzionali e della società civile, senza i quali questo modello non avrebbe potuto consolidarsi. La sfida oggi è rafforzare quanto costruito, affrontando con decisione le criticità ancora presenti – dalle barriere linguistiche agli ostacoli amministrativi – per rendere l’inclusione sempre più efficace, sostenibile e capace di generare valore condiviso per le imprese e per l’intera collettività”.

Come emerge dal rapporto conclusivo dell’ottava edizione, i contratti di lavoro rappresentano oltre il 99% degli inserimenti (+1%). Tra questi, i contratti a tempo determinato costituiscono il 92%, mentre quelli a tempo indeterminato il 6%. La quota di donne inserite si mantiene stabile, attestandosi intorno al 17%. Tra le motivazioni che hanno spinto le aziende ad assumere persone rifugiate, al primo posto (24%) emerge la volontà di promuovere un cambiamento culturale interno ed esterno all’impresa, seguita dal desiderio di rafforzare l’impegno verso la comunità e le persone in condizioni di svantaggio (22%). Risulta in netta crescita rispetto allo scorso anno anche il riconoscimento del valore aggiunto rappresentato dalle competenze trasversali delle persone rifugiate (10%). Per quanto riguarda i settori delle imprese premiate, il comparto alloggio e ristorazione è al primo posto con il 23%, seguito da altri servizi (20%) e dalle attività manifatturiere (17%).

Nell’ambito di questa ottava edizione, UNHCR ha inoltre assegnato il logo “We Welcome” a 60 tra cooperative, onlus, fondazioni, associazioni di categoria, sindacati, servizi per il lavoro ed enti locali che, a vario titolo, si sono impegnati nel favorire l’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale.

Alcune delle aziende premiate hanno assunto rifugiati attraverso i cosiddetti Corridoi Lavorativi per rifugiati — l’opportunità introdotta dalla Legge 50/23 che consente ai rifugiati, spesso in situazioni di difficoltà in cui le loro competenze non vengono valorizzate, di entrare in Italia in modo sicuro e legale con un visto di lavoro. Si tratta di un modello innovativo che unisce protezione, mobilità sicura e lavoro qualificato. Le aziende assumono un ruolo attivo lungo tutto il percorso, sostenute da una rete strutturata di partner e istituzioni. Il modello si rafforza con sette progetti approvati in diversi settori e con un Memorandum d’intesa con i Ministeri competenti a livello nazionale – tra cui Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Crescono anche i coordinamenti locali, mentre a maggio 2026 sono 55 i rifugiati arrivati e nuovi progetti sono in sviluppo.

Il progetto Welcome. Working for refugee integration è realizzato in collaborazione con Fondazione Adecco ed è supportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da Confindustria, dal Global Compact Network Italia, dall’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP) e da Confimprese. Alcune delle attività del programma sono realizzate attraverso il progetto FAMI, “Fare Sistema: reti per l’inclusione (Fa.Si.)” promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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