Curiosità, equilibrio e crescita: intervista a Matteo Barbanti

  • Jul. 06, 2026

matteo_barbanti_header

Il ruolo del Food Buyer in Sodexo, opportunità di crescita professionale

Dietro ogni pasto servito ogni giorno nei ristoranti Sodexo c'è una trattativa, una scelta, un equilibrio da trovare tra qualità e prezzo. È il lavoro di Matteo Barbanti, giovane Food Buyer della Direzione Acquisti, in Sodexo da due anni, dove supporta Luca Grosoli, Food Category Manager, nella gestione di alcune categorie merceologiche strategiche per la ristorazione collettiva. Entrato come Junior Buyer, Matteo è cresciuto affiancato da chi ha più esperienza di lui, ma anche grazie al confronto quotidiano con i colleghi degli altri team. Una storia fatta di curiosità, fiducia e della soddisfazione di sentirsi parte di qualcosa più grande di sé.

Matteo, vuoi raccontarci il tuo ruolo in Sodexo?

Il mio compito principale è contrattare i prezzi con i vari fornitori. Supporto anche i colleghi operativi quando ci sono mancate consegne, o quando serve trovare un prodotto nuovo. La ricerca parte sempre da noi. A volte arrivano suggerimenti dagli operativi su certe tipologie di prodotto, ma siamo noi a cercarli e a contrattarne il prezzo.

Facciamo anche analisi di mercato per capire se c'è margine di risparmio, magari per sostituire un prodotto con un altro. L'obiettivo è sempre lo stesso, trovare il giusto equilibrio su qualità e prezzo.

A livello internazionale, mi confronto con il Global Buyer per i produttori con cui stabiliamo gli accordi che i nostri distributori portano sulle unità. La possibilità di lavorare con i colleghi internazionali rappresenta uno scambio molto utile per condividere esperienze rispetto ai diversi scenari territoriali, le normative e le culture differenti. È entusiasmante perché si impara e si cresce tanto, e anche i fornitori beneficiano. Questo approccio lo portiamo avanti con loro in un'ottica di crescita positiva e di impatto positivo sul territorio. Ad esempio, li seguiamo e li sosteniamo quando decidono di certificarsi, oppure quando lavoriamo insieme nella ricerca e sviluppo. Questo confronto costante con fornitori e partner è parte essenziale della mia crescita professionale. 

Nello specifico, gestisco diverse categorie merceologiche essenziali per questo lavoro. Le proteine animali come carne, scatolame e legumi, oltre a tonno, caffè e prodotti per la colazione. Mi occupo anche di verdura e frutta surgelata, pasta surgelata e secca, snack, prodotti per l'infanzia e sostituti del pane. Una parte importante del mio lavoro riguarda inoltre il mercato ittico.

C'è collaborazione con gli altri buyer aziendali?

Sì, soprattutto con Luca Grosoli, visto che il mio è un ruolo di supporto al suo. Imparare da chi, come lui, ha maturato tanta esperienza anche attraverso collaborazioni internazionali è una fortuna che riconosco pienamente.

Tra noi ci dividiamo per merceologia, non per area geografica. Sul pane, per esempio, ci coordiniamo: se è surgelato se ne occupa Massimo Fiore, se è fresco Simone Sodero, se è confezionato, me ne occupo io. È sempre un lavoro di squadra, anche quando non si vede.

Ti si vede poco in ufficio: come si svolge la tua settimana?

È vero, sono spesso in trasferta. In ufficio sto due o tre giorni, uno o due li passo sul territorio, soprattutto nel Nord Italia, dove abbiamo più impianti, e uno in smart working.

Essendo coinvolto anche nelle mie categorie a livello internazionale, vado ogni anno a Stevenage, vicino Londra, dove si trova una sede Sodexo. Lì incontriamo i buyer delle altre country per fare il punto sui contratti europei: penso al mercato ittico, alle carni e alle verdure surgelate ad esempio.

Visito anche circa due impianti al mese, per garantire il servizio, e partecipo a tre fiere fisse: Seafood Expo Global a Barcellona, Tuttofood a Milano e Marca a Bologna. Non abbiamo uno stand: andiamo per incontrare i fornitori e guardarci un po' intorno, sempre in coordinamento con gli altri buyer.

Quali sono le tue sfide e i tuoi traguardi futuri?

Vorrei diventare un buyer sempre più formato e pronto, e fare carriera qui in Sodexo. Ho 30 anni e sono entrato in Sodexo da soli due anni: oggi gestisco già alcune categorie in autonomia, con responsabilità sempre più grandi. È una crescita che sento giorno dopo giorno, ed è una delle cose che mi piace di più di questo lavoro.

Che consiglio daresti a un giovane che entra oggi in Sodexo?

Di essere curioso e umile, e di imparare da chi ha più esperienza, perché la ristorazione collettiva è un mondo complesso. A me piace che il lavoro sia vario, infatti, non ci si annoia mai, e la crescita professionale mi dà molta soddisfazione. Qui dentro, se metti curiosità e voglia di imparare, trovi sempre qualcuno pronto ad accompagnarti.

Vuoi scoprire altri percorsi come questo? Leggi le nostre storie e unisciti a noi!

Loading component...